Serra captante

serra captante

Caratteristica della serra captante (dette anche solare o bioclimatica)

  • Definizione: è un sistema tecnologico che sfrutta la radiazione solare per equilibrare gli apporti energetici all’interno della casa. Essa deve essere progettata in modo tale da adattarsi al clima (estate-inverno) a mezzo di pannelli apribili in base alle stagioni.
  • La serra captante deve essere orientata verso Sud, con una tolleranza di più o meno 30/40 gradi. Sono assolutamente da evitare gli orientamenti Est ed Ovest che provocherebbero surriscaldamenti difficili da controllare ed eliminare. Una esposizione a Nord non pone,  ovviamente, problemi di surriscaldamento, ma riceve nei mesi invernali radiazioni solari in quantità molto modesta. Non è possibile fare serre termiche in zone ombrate per l’ubicazione ai piani bassi e/o la copertura  di altri palazzi;
  • La serra captante deve essere ventilabile. Per evitare il surriscaldamento nelle stagioni intermedie e soprattutto d’estate, l’aria calda, che si forma all’interno della serra, deve essere espulsa e sostituita con aria esterna. Di conseguenza, la struttura della serra deve essere quanto più possibile apribile, consentendo un’accentuata variabilità di assetto: da molto chiuso in inverno a molto aperto in estate (in questa stagione si può prevedere anche la temporanea dismissione degli infissi vetrati). La serra captante è detta anche “giardino d’inverno” per l’utile ed appropriata introduzione di piante d’appartamento che ne migliorano la qualità e ne regolano l’umidità dell’aria interna. Infatti, nella stagione estiva, per evitare il surriscaldamento delle strutture edilizie a causa dell’eccessivo soleggiamento, spesso si ricorre all’ombreggiatura (es. con tende) o ai doppi vetri.
  • Sempre per ragioni di comfort la serra captante deve essere munita di schermature mobili per la protezione delle superfici trasparenti, in particolare quelle orizzontali e quelle verticali con esposizione Ovest, dai raggi solari nei periodi caldi. Tali schermature possono essere di moltissimi tipi quali tende, veneziane, pannelli, vegetazione. Affinché siano efficaci, è opportuno che siano collocate all’esterno delle superfici trasparenti e che siano di colore chiaro. Per assicurare un buon comportamento termico e per ridurre il pericolo di condensa superficiale è raccomandabile l’uso di vetro camera; mentre per le coperture si deve impiegare cristallo anti-sfondamento.
  • I telai possono essere realizzati in vari materiali, come per le finestre. Sempre per ridurre le dispersioni di calore e i problemi di condensa è consigliabile l’uso di profili con taglio termico.
  • La copertura della serra captante costituisce la parte più delicata dell’intero sistema: le superfici orizzontali sono quelle che ricevono la maggiore quantità di radiazioni solari nei mesi estivi e quindi devono essere schermate e possibilmente apribili. Si può ricorrere quindi a pannelli scorrevoli. La schermatura si può ottenere mediante tende da sole avvolgibili, che scorrano su guide appoggiate alla struttura, all’esterno delle lastre trasparenti. Per consentire il deflusso delle acque piovane la copertura non potrà essere orizzontale, ma presentare un’inclinazione verso il bordo esterno, dove sarà presente una gronda di raccolta. Nel caso di pannelli scorrevoli se il movimento è attuato manualmente, tale inclinazione non dovrà superare il 5-6 %. Nel caso di movimentazione motorizzata si potranno usare inclinazioni maggiori.

 

Normativa serra captante

L’aspetto più interessante per la serra captante o solare è dato dalla disciplina normativa che alcune Amministrazioni ad essa riconducono. Purtroppo, se non correttamente valutata, una serra solare può essere confusa con un mero aumento di volumetria o, addirittura, in abuso edilizio soggetto alla demolizione. In questi casi bisogna distinguere che non tutte le strutture hanno la capacità di essere considerate delle serre captanti, ma solo quelle rivolte a sud, là dove, per le condizioni di irraggiamento solare, le superfici opache risultano illuminate per un apprezzabile lasso di tempo. Ciò significa che, nell’arco di una giornata tipo, la serra captante deve ricevere sufficientemente sole da riscaldare gli ambienti interni, avuto riguardo al fine per il quale viene realizzata, cioè il risparmio energetico. Da ciò si ricava che, una serra solare, da scomputarsi dalla volumetria realizzata (essendo equiparata ad un volume tecnico), è soltanto quella che permette ai raggi solari di penetrare e di ottenere luce e calore in maniera efficiente rispetto al fine per il quale è preposta. Caso diverso è per una veranda che non sfrutta a sufficienza l’irradiazione del sole (ad esempio perché il piano è basso, oppure è rivolta a nord o è coperta dall’ombra di un altro edificio). In questa ultima ipotesi, la struttura non può essere considerata una serra, proprio perché, com’è agevole comprendere, non si viene a creare l’effetto serra tipico della suddetta struttura, rimanendo semplicemente una veranda e come tale, soggetta ad incidere sulla cubatura.

La serra captante (e in senso ampio, tutto ciò che comporta un risparmio energetico) è fortemente tutelato da leggi comunitarie, nazionali e regionali. In questa ottica, gli Enti Locali hanno l’obbligo imposto dalla legge di vigilanza sulla bioedilizia, affinché venga sempre osservata la fattibilità e la conseguente realizzazione di opere che comportano un risparmio energetico; e in questa strada, molti regolamenti edilizi si stanno muovendo in senso positivo. I pubblici ufficiali che non vigilano affinché sia osservata la bioedilizia ovvero, errando, ordinano la demolizione di opere biosostenibili, rispondono in sede di contenzioso amministrativo e sono anche penalmente perseguibili. Ai sensi dell’art. 1 della L. 10/1991, le opere di edilizia eco-sostenibile sono considerate di pubblico interesse, equiparate alle opere indifferibili ed urgenti.

Come accennato precedentemente, quindi, la realizzazione di una serra relativa ad un immobile è soggetta a normativa specifica regionale: nel Lazio  è possibile realizzare una serra captante di grandezza massima pari al 30% delle dimensioni dell’immobile (calcolato escludendo cantine, terrazze ecc.), a Roma vale la stessa percentuale. Inoltre la serra deve essere vetrata per almeno tre lati; deve essere esposta correttamente e deve funzionare bene sia in inverno che in estate.

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Costi (tutti i prezzi sono intesi comprensivi di iva)

Poichè ogni pratica ha delle difficoltà differenti in base al problema, non possiamo stabilire con esattezza il costo ma dobbiamo fare un preventivo sul caso specifico. Trattandosi di una DIA con maggiori complessità dovute ai calcoli energetici relativi alla serra, i prezzi partono da:

DIA serra       1.800,00 € + in omaggio un certificato di certificazione energetica (ACE)

a questi bisogna aggiungere gli oneri comunali e concessori da pagare alla consegna della pratica. Inoltre è presumibile vengano richiesti una eventuale direzione lavori (costo solitamente limitati rispetto ad altri lavori poichè si tratta spesso di mettere in opera vetrate progettate da ditte specializzate) e il riaccatastamento dell’immobile, da conteggiare a parte. In alcuni casi potrebbe essere necessaria una diversa pratica edilizia: permesso di costruzione. Le difficoltà, i costi e i tempi di questa pratica sono più alti rispetto ad una Dia.

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Tempi

Anche in questo caso ci sono molte variabili; noi cercheremo di essere il più rapidi possibile ma possiamo già dire che una DIA per una serra captante si può redigere e consegnare al comune anche in 10gg lavorativi. Molto, in ogni caso, dipende dalle idee del cliente; più queste sono precise e meno lavoro di progettazione deve essere fatto, con un ovvio risparmio di tempi.

*ricordiamo inoltre che per una DIA è obbligatorio attendere 30gg dal protocollo.  Mentre se vi sono vincoli di qualunque tipo il comune chiede un tempo di attesa per ricevere il nullaosta di minimo 120gg. 

 

 

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